In bilico tra realtà e sogno

Se avete pensato di aver visto tutto dell’universo fotografico, tra banalità, tramonti, selfie, spettacolari ma accademici paesaggi, introspezioni più o meno poetiche o geniali e altre opere che ogni giorno inondano la nostra mente di informazioni visive fino a farla scoppiare, ecco è arrivato quel momento fatidico in cui lo sguardo, la mente, la psiche e l’attenzione unanimemente esultano in un corale “Fermi tutti! Dove si va? Come si procede?”

Perché questa è la domanda che si pongono tutte le componenti psicofisiche dell’uomo al trovarsi di fronte alle opere fotografiche di Ben Zank, fotografo newyorkese che prende in controtempo ogni sicurezza fisica – ambiente, gravità, direzione, dinamismo, peso e tutto ciò che lega un corpo sulla terra alle sue leggi – e scaraventa il tutto in un universo parallelo, onirico, surreale, ermetico ma nello stesso tempo reale, tangibile, fisico abbastanza da fermare sguardo e mente, consapevoli di trovarsi di fronte a qualcosa che esula dalla disciplinata disposizione di ogni elemento.

Se dovessi dare un giudizio, direi che Ben Zank ricostruisce sogni reali.

E allora scopriamo un uomo che si regge sulla punta del suo piede con il corpo parallelo al suolo senza capire se sta cadendo o volando basso, un altro è affossato all’interno del marciapiede con la testa fra i fumi della Terra.

Il bello di questo visionario ermetismo fotografico è che il suo significato è aperto a tutti, perché va ad esplorare il fondo delle proprie esperienze e vite, e ognuno ha la possibilità interpretare, di adattare, di vivere ogni immagine come se parlasse di sé.

Acquerello digitale di Medusa, Gorgone della mitologia greca, il cui sguardo aveva il potere di pietrificare che l'avesse fissata.
Paul Cezanne MoMa: Cezanne Drawingmmontinari.it